martedì 23 novembre 2010







Rita Bellacosa nasce a Roma . Sin da piccola dimostra una personalità brillante e vivace ed un notevole attaccamento allo studio. Indicata come dotata di straordinario talento, compie con successo gli studi liceali classici e giovanissima si laurea a pieni voti, in tre anni e una sessione, in Lettere Classiche ed archeologia. Ventenne entra in contatto con gli ambienti intellettuali del cinema quando il maestro Federico Fellini la ferma incontrandola per caso e, colpito dalla sua bellezza e poi dalla verve, decide di assegnarle un ruolo nel suo ultimo film. Ma Rita non si ferma al cinema, pur eleggendolo a suo grande amore. Inizia una doppia attività, quella di conferenziera esperta in lingua latina e greca e quella di archeologa. Quest’ultima la porta a compiere ricerche in Grecia Egitto e Turchia. La Nostra si dedica in particolare al culto antico e riesce a dimostrare, Lei prima in assoluto, che il culto della Dea Artemide si praticava nella Magna Graecia sin dal lontano VI secolo a C e lo scopre esaminando brandelli di frammenti del poeta greco Bacchilide vissuto proprio nel VI secolo, il che Le vale una menzione nelle Enciclopedie e notevole credito negli àmbiti colti. Nasce il Saggio ‘ARTEMIDE’ ( 2003) che attira l’attenzione di esponenti di circoli intellettuali francesi che cominciano a corteggiarne la presenza in terra d’oltralpe. Così la Nostra si ritrova in Francia dove, accanto ad un’intensa quanto gratificante frequentazione degli ambienti raffinati dell’intellighenzia parigina, alterna studi d’Arte alla prestigiosa Sorbonne. Ritorna in Patria per ricoprire il ruolo di conferenziera ed esperta nella lingua latina e greca e produce manuali di grammatica greca, ‘Γράμματα’ e latina ‘ACCIPE!’. Sono anni di accumulazione di titoli culturali e riconoscimenti professionali. Nel 2005 suscita la curiosità dei media internazionali a causa delle sue frequentazioni in ambito cinematografico e decide di raccontarsi nell’autobiografia ‘ La mia vita’( 2006). Successivamente pubblica il romanzo ‘LE INUTILI APPARENZE’ (2009) in cui investiga sulle dinamiche del successo e il consenso del pubblico diventa tale da indurne la diffusione, l’anno seguente, in lingua francese e inglese . Nella lingua di Parigi scrive ‘AMÉLIE’( 2010), storia di una donna alla ricerca di se stessa. Segue il Saggio sul culto antico ‘ TEMPLA. Passeggiate spirituali pompeiane’ (2010). Rita detiene rubriche fisse su giornali italiani e stranieri. La sua anima generosa si esplica in un instancabile attivismo nelle Cause Umanitarie e da anni si batte a favore del Darfur.

RITA BELLACOSA WRITER

RITA BELLACOSA WRITER

sabato 8 maggio 2010


IL SUCCESSO E’ UN BEL VESTITO SU UN CORPO CHE SANGUINA. Rita Bellacosa
Il mestiere dello scrittore è cambiato negli ultimi venti anni, perché cambiato è lo scenario in cui egli si muove. Una volta era l’ intellettuale umbratile chiuso nel suo studio e intento a trasmettere le sue invenzioni e meditazioni sui fogli ; raramente incontrava il pubblico nelle poche presentazioni dei suoi libri e ai premi letterari. Oggi il suo contatto con il pubblico è decisamente ampio e le sue incursioni sociali e lavorative si sono moltiplicate. Il campo di gioco in cui lui si trova ad agire non ha nessun paragone con quello che esisteva in Italia negli anni di Moravia. E il pubblico ora ha molte possibilità di avvicinare lo scrittore personalmente e indirettamente di sentirlo parlare attraverso i media. Ci sono molti ambiti espressivi che un tempo erano preclusi agli scrittori ma che ora sono possibili e spesso concreti. Oggi lo scrittore è un talento multiforme che cerca di prolungare il suo rapporto con il pubblico sperimentando varie forme di esposizione mediatica: presenta le sue opere in televisione, scrive articoli per i giornali, recita in teatro e al cinema, si cimenta in differenti forme espressive, da pièces teatrali a sceneggiature di films, lavora in televisione; insomma il suo spazio d’azione si è moltiplicato. Il rapporto tra chi scrive e la gente è diventato, in questo modo, assai più vivo e anche gratificante biunivocamente. E il lettore si pone nei confronti dello scrittore come spettatore curioso e fruitore di tutti questi aspetti imparando a conoscerlo, inquadrandolo in tutte le sue performances trasversali, confrontando ciò che lo fa in televisione con ciò che scrive. Ecco perché il mio nome risulta legato a più forme di espressione: dalla scrittrice all’archeologa passando per il cinema e il mio impegno umanitario pro Darfur. La ricetta? Lavorare 25 ore su 24 tutti i giorni, compresi Ferragosto e Natale. E avere fatto la fame come l’ho fatta io. So cosa significa avere fame e battere i pugni sul muro chiedendoti perché insisti tanto mentre il tuo stomaco urla perché non mangi da tre giorni e non hai i soldi neanche per un caffè. La fame è stata la mia maestra, la migliore.


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TUTTI I DIRITTI RISERVATI. RITA BELLACOSA 2010

venerdì 23 aprile 2010

RIFIUTI CLAMOROSI di RITA BELLACOSA

Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità, però in segreto ti rimandano a te stesso. Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno: sole, stelle, luna. Perché la luce che cercavi vive dentro di te. La saggezza che hai a lungo cercato in biblioteca ora brilla da ogni foglio, perché adesso è tua.
Cari amici, ecco un elenco di capolavori letterari che editori famosi non vollero pubblicare. Ignoranza, superficialità, invidia? Chissà! Giudicate voi …

MOBY DICK di Hermann Melville. Due i no scandalosi: uno, di un editore americano che accusò lo scrittore di essere un truffatore e di avere scritto un’ ignobile rapsodìa soltanto per estorcergli anticipi di denaro e gli ingiunse un’azione legale; il secondo, di un editore inglese che lo respinse motivando che non fosse un libro adatto ai giovani inglesi.
UNO STUDIO IN ROSSO Opera prima di Arthur Conan Doyle in cui compare per la prima volta il personaggio di Sherlock Holmes, ebbe decine di rifiuti con motivazioni svariate: chi disse di non avere avuto tempo di leggerlo, chi che era troppo lungo, chi che era troppo breve, chi che il personaggio di Sherlock Holmes non fosse credibile…
LA RECHERCHE di Proust il quale dovette pagare per vederlo pubblicato da un editore alle prime armi, Grasset. L’opera era stata rifiutata da editori affermati che avevano definito lo scrittore prolisso, inconcludente, ignorante e persino dilettante e mediocre come disse Andrè Gide che, quando il libro ebbe successo, riconobbe l’errore di valutazione e si scusò pubblicamente.
ULISSE di James Joyce stroncato da Virginia Woolf che definì lo scrittore “un liceale a disagio che si gratta i foruncoli”.
LA FATTORIA DEGLI ANIMALI di George Orwell bocciato da T. S. Eliot e da tanti noti editori americani.
IL GATTOPARDO di G. Tomasi Di Lampedusa, dopo molti rifiuti e delusioni pubblicato dalla Feltrinelli su suggerimento di G. Bassani. Era stato bocciato due volte per Mondadori e per Einaudi da Elio Vittorini, che lo definì un romanzo vecchio mentre lui auspicava il rinnovamento della letteratura.
SE QUESTO E’ UN UOMO di Primo Levi bocciato per Einaudi da Cesare Pavese e da Natalia Ginzburg con la motivazione che i lettori non volevano più leggere storie di guerra.
IL SIGNORE DEGLI ANELLI di John R.R. Tolkien. Il più grande capolavoro di fantasia, uno dei più fortunati successi editoriali di tutti i tempi, rifiutato dalla George Allen & Unwin e dalla William Collins perché troppo lungo, editato dalla George Allen 5 anni più tardi.
LOLITA di Vladimir Nabokov ritenuto pornografico. Un editore consigliò di trasformarlo in una storia gay “tramutando Lolita in un ragazzino di 12 anni che veniva sedotto da un Humbert contadino”. Anche in Italia Nabokov fu respinto da Bompiani e da Garzanti.
CENT’ANNI DI SOLITUDINE di Gabriel Garcia Marquez respinto, e deriso persino, da numerosi editori colombiani, brasiliani ed europei tra cui l’editore della Seix- Barral di Barcellona.
IL PADRINO di Mario Puzo giudicato rozzo, grossolano e lo scrittore con il cognome impresentabile tanto che gli fu chiesto di cambiarlo. Lo rifiutò Garzanti, Mondadori e Sergio Leone non volle dirigerne il film che poi girò F. F. Coppola.
L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ ESSERE di Milan Kundera, scrittore ceco ma francofono bocciato dall’editore Livio Garzanti “Non pubblico scrittori minori, e per giunta cecoslovacchi”.

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. RITA BELLACOSA 2010

mercoledì 10 febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA LE INUTILI APPARENZE di RITA BELLACOSA

Dal 12 marzo in libreria


LE INUTILI APPARENZE
di Rita Bellacosa





Formato 14x21 rilegato
Pagine 188
Prezzo € 19,00

Isbn 88-7937-439-7
Ean 978-88-7937-439-2



Francesca, la protagonista, è una donna bellissima e colta, che ha deciso di conquistare il successo.
L’arrivo a Roma segna per questa giovane sensuale e spavalda l’inizio di un lungo viaggio catartico alla ricerca di se stessa, ricco di emozioni e di sorprese.
L’approdo in un mondo nuovo e spregiudicato, la memoria di quello lasciato, solido e sicuro, la frequentazione di personaggi famosi e potenti, che la lusingano con il loro non celato desiderio: tutto concorre a far sì che, nella sua corsa frenetica verso il successo, presente, passato e futuro si intreccino incessantemente, stimolando il suo animo battagliero e la sua ambizione.
La sua sfida è quella di affermarsi in questo mondo rimanendo incorrotta nell’anima.
Non sarà facile. Ma sempre più si rafforza in lei la convinzione che la vittoria è possibile.
E questo, soltanto questo, è ciò che conta.
Le apparenze, in quanto tali, sono inutili…



Rita Bellacosa vive tra Roma e Parigi. Si occupa di filologia, archeologia e cinema. È attivamente impegnata in cause umanitarie in collaborazione con organismi internazionali.



In copertina:
Gustave Courbet, L’Atelier du peintre (“La bottega del pittore”), 1855, olio su tela, cm. 361 x 598.
Parigi, Musée d’Orsay.

sabato 2 gennaio 2010

RITA BELLACOSA, SCRITTRICE, NATA L’ 8 GIUGNO 1972, VIVE TRA ROMA E PARIGI. DOPO GLI STUDI LICEALI CLASSICI E UNIVERSITARI IN LETTERE ANTICHE E ARCHEOLOGIA, MOLTO GIOVANE VA A VIVERE A PARIGI DOVE SEGUE ARTE ALLA SORBONNE. IN QUALITA’ D’ ARCHEOLOGA PARTECIPA A SPEDIZIONI DI STUDIO IN GRECIA, EGITTO E TURCHIA DOVE SI OCCUPA IN PARTICOLARE DI PRIENE E, SUCCESSIVAMENTE, DEL CULTO ANTICO NELLA MAGNA GRAECIA. IL SUO NUOVO LIBRO E' LE INUTILI APPARENZE (2009) , ROMANZO SULL’ ESCALATION DEL SUCCESSO. D’ IMMINENTE USCITA TEMPLA (2010), SAGGIO D’ ARCHEOLOGIA. DEVOTA ALLE CAUSE UMANITARIE , IMPEGNATA PER IL DARFUR, RITA LOTTA IN DIFESA DELLA DIGNITA’ DELL’ESSERE UMANO. LEI PROSEGUE LA TRADIZIONE ANTICA DEGLI SCRITTORI IMPEGNATI NELLE AZIONI E NELLE IDEE E DONA TALENTO, ENERGIA, CORAGGIO ALLE CAUSE GIUSTE. SCRITTRICE, ROMANZIERA, IMPEGNATA NEL CINEMA, AGITATRICE D’ IDEE, RITA E’ IN CROCIATA PERMANENTE. PUOI AMARLA O DETESTARLA MA NON POTRAI MAI RESTARLE INDIFFERENTE.